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Diagnosi

Il momento in cui il medico comunica la diagnosi è sempre cruciale per patologie importanti come quelle ematologiche, e investe sempre sia il paziente che la sua famiglia.

Nel caso di un paziente anziano, la comunicazione della diagnosi avviene in modo abbastanza simile a ciò che succede con i bambini.
Il paziente anziano, infatti, deve essere considerato e rispettato come soggetto pienamente in grado di intendere e volere, e quindi in grado di scegliere autonomamente per la propria vita.  Non si possono però trascurare alcune caratteristiche dell’essere anziano e malato.

Il medico si trova, quindi, a dover scegliere col buon senso e l’esperienza “quanto” e “cosa” dire al singolo paziente anziano della sua malattia ematologica e del suo futuro.
Ci sono alcune considerazioni che aiutano il medico nella scelta del comportamento migliore da assumere:

  • il tipo di malattia ematologica
  • la valutazione extra-clinica del paziente anziano non guaribile
  • la comunicazione-condivisione della diagnosi con la famiglia.

IL TIPO DI MALATTIA EMATOLOGICA
Patologie Croniche
In presenza di patologie croniche, non esiste in genere ostacolo ad una completa esposizione al paziente anziano della propria malattia.
L’esatta descrizione della cronicità, anche in presenza del termine “leucemia” o di una malattia definita con chiarezza “tumore”, aiuta a tranquillizzare il paziente e a renderlo fiducioso nel medico.

Patologia Acuta
Nei casi di patologia acuta, in cui si intende proporre una terapia intensiva, è ugualmente doveroso informare il paziente anziano di tutte le implicazioni che la malattia e la terapia proposta comportano.
E’ di grande aiuto sottolineare al paziente che si propone una terapia intensiva perché si hanno fondate possibilità di guarigione, o almeno di risposta completa e protratta nel tempo. Tale affermazione ovviamente dà una forte motivazione ad affrontare i disagi e gli effetti collaterali.

Patologia Acuta o Subacuta con mancata possibilità di guarigione
Nei casi di pazienti anziani che, a fronte di una patologia acuta o subacuta, non hanno possibilità di guarigione e nemmeno di risposta completa, è necessario procedere con una valutazione extra-clinica del paziente.

LA VALUTAZIONE EXTRA-CLINICA DEL PAZIENTE ANZIANO NON GUARIBILE
E’ fondamentale cercare di comprendere, per ogni singolo paziente anziano, il grado di verità sulla propria malattia che si è in grado di sostenere e con il quale si può convivere senza compromettere la qualità di vita.

In questa valutazione rientrano fattori quali:

  • la cultura del paziente
  • le precedenti esperienze di malattia proprie o dei familiari
  • le caratteristiche psicologiche
  • l’ambiente familiare di derivazione

Anche nei pazienti anziani ai quali si decide di non comunicare la diagnosi nelle sue conseguenze più estreme, va tuttavia messo ben in chiaro che la malattia è impegnativa e richiederà delle limitazioni e dei sacrifici nella vita di tutti i giorni.

In questi pazienti è utile anche una terza tappa decisionale.

LA COMUNICAZIONE-CONDIVISIONE DELLA DIAGNOSI CON LA FAMIGLIA
I familiari dei pazienti anziani possono fornire al medico elementi importanti per capire quanto e come sia utile comunicare la diagnosi.
In un’ottica di qualità di vita, la famiglia diventa elemento determinante per l’assistenza al malato e perciò la diagnosi deve essere condivisa il più possibile.