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Patologie e Terapie

Quando il paziente aiuta il medico (e se stesso)

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Luglio 2017
 
Sempre più spesso si parla di riportare il paziente al centro dell’attenzione, non solo dal punto di vista terapeutico, come nel caso della medicina personalizzata, ma anche dal punto di vista del coinvolgimento nel suo percorso di cura, che dovrebbe intraprendere in modo consapevole e collaborativo.
 
 

forms procesingD’altro canto, dal lato del medico, assistiamo ad un paradosso: in un contesto in cui la ricerca ha permesso di ampliare gli strumenti terapeutici a disposizione, il processo di decisione clinica è diventato molto più complesso. I numerosi farmaci disponibili – nuovi, efficaci, con profili di tossicità spesso simili – rendono infatti più difficile la scelta della terapia da adottare. Conoscere quindi anche l’esperienza del paziente, valutare l’impatto delle cure sulla sua qualità di vita, diventa quindi un fattore critico per guidare qualsiasi scelta. Ed è proprio su questo tema che tre eminenti ricercatori GIMEMA, Fabio Efficace, Gianluca Gaidano e Francesco Lo Coco, hanno recentemente pubblicato un articolo. Dr. F. Efficace

“L’articolo, pone in risalto l’opportunità e l’importanza di valutare in maniera sistematica e rigorosa la qualità di vita dei pazienti (“misurata” da loro stessi), al fine di ottenere dati unici che non possono essere ottenuti con i strumenti clinici tradizionali” – commenta Fabio Efficace, responsabile degli studi GIMEMA sulla Qualità di Vita e Chairman del gruppo di lavoro dedicato

A dimostrazione di come la qualità di vita possa aiutare il processo decisionale, se non addirittura ribaltarlo in alcuni casi, gli autori presentano numerosi esempi tratti dalla recente letteratura scientifica. Basti considerare che l’importanza e la qualità informativa di questo tipo di rilevazione (PRO – Patient Reported Outcome) è così elevata da rappresentare un valido fattore prognostico, indipendentemente da altri marcatori.

Già questo dato, in sè, rappresenta in modo esemplare l’importanza di una pratica che potrebbe, e dovrebbe, essere estesa a tutti gli studi clinici per poter facilitare le scelte sia del medico che del paziente.

 

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Giulio D'Alfonso
Fondazione GIMEMA
www.gimema.it

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